sabato 25 agosto 2012

Come fare nuove riforme e non aiutare nessuno

Non volevo cominciare i primi post del blog con questi argomenti, ma dato che la situazione mi ha toccato da molto vicino vorrei sapere un pò la vostra opinione.

Il filo conduttore del discorso è: Le assunzioni dei dipendenti pubblici, in altre parole quel settore in cui si tende a tagliare a volte più di quanto ci si possa permettere.
Come si tagliano le risorse agli enti pubblici? Semplice! O si tolgono direttamente i soldi, tanto che i professori debbano pagare le fotocopie dei compiti in classe o che gli ospedali debbano fondarsi sul lavoro dei tirocinanti, oppure si approvano nuovi decreti che aiutano pochi o nessuno.
Ultima novità in questa disciplina in cui i nostri politici eccellono è il nuovo bando di concorso per i docenti: che aiuterà (?) sì i nuovi insegnanti a entrare nel mondo del lavoro, ma non dimentichiamo che ce ne sono migliaia precari che ogni estate si chiedono dove andranno a lavorare e se andranno a lavorare.
Confermo per esperienza ciò che si dice per difendere questo decreto, e che cioè l'età media degli insegnanti che aspettano il posto fisso sia di circa 50 anni: almeno 10 dei quali sballottolati da una parte all'altra della provincia.
Ho conosciuto insegnanti che hanno ottenuto il ruolo a 60 anni: età in cui, per quanto l'insegnante in questione sia lucido e preparato, si dovrebbe avere diritto alla pensione, sia per riposarsi, sia per lasciare effettivamente il posto ai più giovani.
Lo stesso avviene per gli altri settori: alcuni medici e dipendenti pubblici superano i 70 anni, e nel 99% dei casi non per propria volontà.
Non può esserci lavoro per i giovani se non c'è la pensione per gli anziani. E non può esserci lavoro se i dipendenti pubblici devono portarsi la carta igienica da casa.
Quello che mi stupisce, oltre alla nonchalance con cui le persone di potere affermano che tagli e riforme possano realmente giovare allo Stato, è il fatto che molte persone ci credono. Sì, e non si pongono il problema. Oppure semplicemente i tagli e le riforme non li toccano in modo diretto, e dunque non può importar loro di meno.
Il governo pensi a tagliare gli stipendi milionari di chi di dovere, o perlomeno a mantenere le promesse.
Per questo bando di concorso ha promesso di immettere in ruolo dalle graduatorie in esaurimento tante persone (11.282, per la precisione), quante passeranno il bando.
Ogni promessa è debito.

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